Sul decreto di attuazione, il Ministero ha invitato le associazioni professionali ex lege 4/2013 a fornire valutazioni
Quali valutazioni danno i professionisti dell’INT al decreto attuativo sull’Equo compenso? Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha invitato la categoria a valutare l’ossatura del testo. Il Presidente Alemanno, in risposta alla nota ministeriale tiene a sottolineare le aree di attività pertinenti per la categoria, che sono: amministrazione e gestione; consulenza; attività tecnico-operative.
A ben vedere, la voce consulenza porta con sé l’auspicio di una maggiore specificità, ad esempio seguita da termini che ne individuino la tipologia come fiscale, informatica, gestionale o altro, nella contestuale consapevolezza della eterogeneità delle diverse figure professionali.
Scrive: “[…] comprendiamo la necessità di ricomprendere con tale definizione una moltitudine di tipologie di consulenze svolte dai professionisti ex lege 4/2013. Peraltro i tributaristi sono già individuati come professionisti che svolgono attività di consulenza fiscale, attività libera e non soggetta riserve, dal 2001 quando il Ministero delle Finanze, con il decreto del 19 aprile, indicava soggetti svolgenti professionalmente attività di consulenza fiscale e in forza di ciò abilitabili alla funzione di intermediario fiscale; i tributaristi, proprio in virtù di tale decreto, sono oggi abilitati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze per il tramite dell’Agenzia delle Entrate, alla predetta funzione professionale.”
Una proposta è inserire tra i criteri specifici dell’attività professionale l’originalità e l’accuratezza delle prestazioni rese., le responsabilità assunte dal professionista e la riservatezza e il pieno rispetto delle normative vigenti per evitare zone d’ombra che possano ricadere nell’abuso di diritto.
La nota si chiude con un riferimento all’organizzazione delle prestazioni professionali, in cui si ritiene “debba essere prevista la collaborazione con altre professionalità, il cui apporto sia necessario per completare la prestazione professionale.”
I tributaristi INT restano, infatti, convinti che tale collaborazione, nel rispetto delle competenze e delle specificità, non possa che rappresentare “un valore aggiunto e una maggiore garanzia per l’utenza.”.
Per ultimo, il Presidente dell’INT, rispetto al lavoro del MIMIT a guida Urso, ringrazia le singole componenti del Ministero che “stanno svolgendo un grande lavoro di armonizzazione delle peculiarità delle varie professionalità, fondamentale per dare applicazione all’Equo compenso a tutela dei professionisti rappresentati dalle Associazioni professionali ex lege 4/2013, così come fondamentale è il lavoro svolto dalle Confederazioni tra cui Confassociazioni.”.
Sitografia
www.tributaristi-int.it
Alessia Lupoi

