Con un decreto del 14 giugno scorso, pubblicato in Gazzetta Ufficiale del giorno appresso, l’Economia ha approvato la nota metodologica sul Concordato preventivo biennale (CPB) e sulla necessaria implementazione del relativo software di calcolo degli Indicatori sintetici di affidabilità fiscale (ISA), eseguita dall’Amministrazione finanziaria che ora permette il calcolo della proposta di CPB.
L’articolo 2 del decreto prevede che tale proposta venga elaborata impiegando:
– i dati dichiarati dal contribuente e
– le informazioni correlate all’applicazione degli ISA, anche relative ad annualità pregresse.
Torniamo sulla nota metodologica
Ai fini delle rivalutazioni prospettiche della proposta di CPB, vengono usate le proiezioni macroeconomiche di crescita del PIL elaborate dalla Banca d’Italia.
La nota metodologica allegata al decreto contiene i criteri utilizzati per la formulazione delle basi imponibili concordabili. Il primo elemento considerato riguarda il reddito dichiarato dal contribuente nell’annualità oggetto di dichiarazione, vale a dire il periodo d’imposta 2023.
Per la definizione della proposta concordataria, il testo prevede cinque passaggi:
- misurazione degli indicatori elementari di affidabilità e anomalia (presi singolarmente);
- valutazione dei risultati economici nella gestione operativa negli ultimi tre periodi d’imposta;
- confronto con i valori di riferimento settoriali;
- criterio di formulazione della base IRAP;
- infine, la rivalutazione con proiezioni macroeconomiche per i periodi d’imposta 2024/2025.
Sitografia

