Con il provvedimento del 15 ottobre 2024 dell’Agenzia delle Entrate, si comunica che a partire da domani, 17 ottobre 2024, sarà possibile inviare la comunicazione per fruire del credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno, effettuati nell’anno 2023, da parte di aziende del settore dell’agricoltura, della pesca e dell’acquacoltura. Il provvedimento è accompagnato dalla pubblicazione del modello da utilizzare per la comunicazione e dalle relative istruzioni operative che definiscono come tale comunicazione deve essere inviata, esclusivamente in via telematica, all’Agenzia delle Entrate.
Gli investimenti ammessi al credito d’imposta sono relativi all’acquisizione di beni strumentali nuovi destinati alle strutture produttive delle Regioni del Sud Italia, tra le quali rientrano Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna, Molise e Abruzzo.
Il credito d’imposta è utilizzabile solamente in compensazione con modello F24, secondo le istruzioni che saranno poi fornite con un’apposita risoluzione e sarà utilizzabile a partire dal primo giorno successivo alla comunicazione che indica la percentuale per la determinazione dell’ammontare massimo del credito fruibile, nel rispetto del limite di 90 milioni di euro stanziati per il 2024.
Termini e modalità di trasmissione della comunicazione
Lo sportello dedicato all’invio delle domande apre il 17 ottobre 2024, domani, e si chiuderà lunedì 18 novembre 2024. Oltre la presentazione della domanda, nei giorni indicati, è possibile:
- inviare una nuova comunicazione che sostituisce la precedente: soltanto l’ultima comunicazione è valida, in caso di più invii;
- rinunciare completamente al credito d’imposta della comunicazione già inviata.
La comunicazione deve essere inviata in modalità esclusivamente telematica, tramite il software “CIMAGRICOLTURA23” messo a disposizione dell’Agenzia delle Entrate, dall’imprenditore o da un suo intermediario delegato. Entro 5 giorni dalla comunicazione, viene emessa una ricevuta che attesta la presa in carico della lavorazione o lo scarto della domanda, motivandone la risposta.
La risposta è scartata nel caso in cui:
- il richiedente del credito d’imposta non sia in possesso di una partita IVA attiva all’invio della comunicazione;
- il codice catastale del comune di riferimento a ciascuna struttura produttiva non corrisponda ai criteri territoriali indicati.
La comunicazione può essere considerata effettivamente valida ed accettata alla ricezione di una seconda comunicazione, successiva a quella relativa alla presa in carico di lavorazione da parte dell’Agenzia delle entrate.
Documentazione obbligatoria per il credito d’imposta
Come riportato, possono accedere al credito d’imposta tutte le attività del settore agricolo, della pesca e dell’acquacoltura che hanno effettuato investimenti in beni strumentali nuovi nell’anno 2023, destinati alle zone del Mezzogiorno italiano. Nel modello allegato è necessario indicare:
- i dati relativi al progetto d’investimento e al credito d’imposta;
- i dati della struttura;
- l’elenco dei soggetti sottoposti alla verifica antimafia;
- l’elenco delle agevolazioni concesse e, possibilmente, cumulabili con il credito d’imposta (compresi gli aiuti de minimis);
- possibili aziende facenti parte dell’impresa unica.
Redazione redigo.info

