L’INPS, con il messaggio n. 662 del 21 febbraio 2025, nell’ottica di semplificare e migliorare l’usabilità della procedura di invio del nuovo certificato medico introduttivo durante la fase di sperimentazione della riforma della disabilità (come previsto dal decreto legislativo 3 maggio 2024, n. 62), comunica che, in collaborazione con il Dipartimento per le politiche in favore delle persone con disabilità, la firma digitale del medico certificatore, da apporre al termine dell’iter di compilazione e invio del certificato medico introduttivo all’INPS, non è obbligatoria per l’inserimento del documento nel Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE).
Novità riguardanti il certificato
Nella schermata “Riepilogo”, il medico certificatore avrà la possibilità di decidere se firmare digitalmente il certificato medico introduttivo o se inviarlo direttamente senza la firma digitale, selezionando l’apposita casella che comparirà al termine del processo.
Queste nuove funzionalità rappresentano un importante miglioramento in termini di efficienza e riduzione degli adempimenti burocratici, tra cui una velocità e un’immediatezza nella trasmissione dei certificati e una migliore interoperabilità con il sistema sanitario, che permette un aggiornamento automatico delle informazioni sanitarie, evitando duplicazioni o richieste di documenti aggiuntivi.
Inoltre, l’Istituto informa che a breve sarà rilasciata una nuova funzionalità che consentirà l’invio dei dati socio-economici e reddituali, necessari per la verifica del diritto a ricevere le prestazioni economiche legate alla disabilità.
L’invio dei dati
I dati potranno essere inviati accedendo con la propria identità digitale (SPID, CIE 3.0, CNS o eIDAS) al servizio “dati socio-economici prestazioni di disabilità” disponibile sul sito dell’INPS.
Questo servizio online permette ai cittadini di inviare direttamente i propri dati relativi a reddito e patrimonio, senza la necessità di presentare documenti supplementari agli sportelli.
Il sistema confronterà automaticamente queste informazioni con quelle già presenti nelle banche dati dell’INPS e dell’Agenzia delle Entrate, garantendo una valutazione più veloce e accurata del diritto alle prestazioni.
Redazione redigo.info

