L’uso di tecnologie digitali per la gestione dei libri sociali non solleva le imprese dall’obbligo di rispettare precise disposizioni riguardo numerazione, bollatura e pagamento delle imposte previste. Se i libri sono tenuti in formato elettronico, è comunque necessario versare sia l’imposta di bollo che la Tassa di Concessione Governativa (TCG), calcolando in base al numero di righe/pagine del supporto informatico, come accade per le pagine fisiche dei libri gestiti in modo tradizionale. Questo è quanto chiarito dall’Agenzia delle Entrate con la risposta n. 42 del 20 febbraio 2025.
Imposte di bollo e TCG
L’imposta di bollo sui libri sociali si applica sia in formato cartaceo che digitale. Secondo l‘articolo 16 del DPR n. 642/1972, l’imposta è di 16 euro ogni 100 pagine o frazione. Se i libri sono digitali, il calcolo si basa su 2.500 righe per ogni imposta di bollo.
La Tassa di Concessione Governativa richiede un pagamento di 67 euro ogni 500 pagine o frazioni, anche per i libri digitali, con il calcolo effettuato su 25 righe per pagina.
Una cooperativa, che ha digitalizzato i propri libri sociali, ha richiesto chiarimenti su come applicare questi obblighi fiscali. In particolare, il termine “registrazione” è stato chiarito dall’Agenzia delle Entrate, indicando che per i libri sociali digitali la “riga” corrisponde a ogni annotazione, come quelle relative all’ingresso o uscita di un socio. Questo implica che l’imposta di bollo è dovuta ogni 2.500 righe (equivalenti a 100 pagine digitali).
Numerazione e firma digitale per i libri sociali
Inoltre, i libri digitali devono essere numerati progressivamente e vidimati con una firma digitale almeno una volta all’anno, come stabilito dall’articolo 2215-bis del codice civile, mentre la TCG per i documenti digitali è dovuta ogni 12.500 righe, corrispondenti a 500 pagine.
L’uso delle tecnologie non esonera le imprese dal seguire le normative fiscali, ma richiede specifiche modalità di calcolo per l’imposta e la TCG.
Redazione redigo.info

