Con il decreto n. 66 del 9 maggio 2025, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha stabilito requisiti, criteri e limiti per usufruire del cosiddetto Bonus giovani. L’agevolazione, prevista dal decreto Coesione, riconosce un esonero contributivo ai datori di lavoro che assumano under 35 con contratto a tempo indeterminato e non dirigenziale, o che trasformino un contratto a termine in uno stabile. Il beneficio si applica alle assunzioni effettuate tra il 1° settembre 2024 e il 31 dicembre 2025.
L’esonero prevede quindi una copertura del 100% dei contributi previdenziali INPS a carico dei datori di lavoro privati, con esclusione di premi e contributi dovuti all’INAIL, per un periodo massimo di 24 mesi. Il limite dell’agevolazione è fissato a 500 euro mensili per ciascun lavoratore.
In aggiunta, per i datori di lavoro privati che effettuano assunzioni tra il 31 gennaio 2025 (data di autorizzazione da parte della Commissione europea) e il 31 dicembre 2025, con sede operativa nelle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna, il tetto mensile dell’incentivo è elevato a 650 euro per ciascun lavoratore.
L’incentivo del bonus giovani è inoltre applicabile anche nei casi in cui il lavoratore sia già stato assunto a tempo indeterminato da un altro datore di lavoro che abbia usufruito solo in parte dello stesso esonero: in questi casi, è ammessa la portabilità del beneficio.
Per accedere agli incentivi, i datori di lavoro devono essere in regola con la normativa sul lavoro, possedere un DURC valido, rispettare contratti e obblighi di legge e non violare eventuali diritti di precedenza nelle riassunzioni.
Il licenziamento, entro sei mesi, del lavoratore incentivato o di un collega con stessa qualifica e sede annulla l’esonero. Il datore di lavoro deve inviare la domanda all’INPS prima dell’assunzione, includendo dati aziendali, contrattuali e retributivi.
Redazione redigo.info

