Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 120 del 26 maggio la Legge n. 76/2025 circa la partecipazione dei lavoratori alle gestione, al capitale e agli utili delle imprese.
Nello specifico, il documento disciplina la partecipazione gestionale, economica, finanziaria, organizzativa e consultiva dei lavoratori alla gestione, all’organizzazione, ai profitti e ai risultati nonché alla proprietà delle aziende e individua le modalità di promozione e incentivazione delle forme di partecipazione (come da articolo 46 della Costituzione).
Obiettivo della Legge è di:
- rafforzare la collaborazione tra i datori di lavoro e i lavoratori;
- preservare e incrementare i livelli occupazionali;
- valorizzare il lavoro sul piano economico e sociale.
Partecipazione gestionale dei lavoratori
Per ciò che riguarda la partecipazione gestionale dei lavoratori, la Legge sancisce che:
- Nelle imprese con sistema dualistico, gli statuti possono prevedere, qualora disciplinata dai contratti collettivi, la partecipazione di uno o piu’ rappresentanti dei lavoratori dipendenti al consiglio di sorveglianza, la cui individuazione è regolata sulla base delle procedure definite dai contratti collettivi, nel rispetto dei requisiti di professionalità e onorabilità.
- Nelle società che non adottano il sistema dualistico, gli statuti possono prevedere, qualora sia sempre disciplinata dai contratti collettivi, la partecipazione dei lavoratori al consiglio di amministrazione ed anche al comitato per il controllo sulla gestione. Gli amministratori sono individuati dai lavoratori dipendenti della società sulla base delle procedure definite dai contratti collettivi.
Piani di partecipazione finanziaria dei lavoratori
Nelle aziende possono inoltre essere previsti piani di partecipazione finanziaria dei lavoratori dipendenti. Tali piani possono individuare, oltre agli strumenti di partecipazione dei lavoratori al capitale della società anche l’attribuzione di azioni in sostituzione dei premi di risultato.
Distribuzione degli utili
Per l’anno 2025, in caso di distribuzione ai lavoratori dipendenti di una quota degli utili di impresa non inferiore al 10% degli utili complessivi, il limite dell’importo complessivo soggetto all’imposta sostitutiva è elevato a 5.000 euro lordi.
Redazione redigo.info

