Anche nel 2025, il rafforzamento della lotta al lavoro sommerso é il filo conduttore della programmazione dell’attività di vigilanza dell’INL. Il target da garantire è un aumento del numero di ispezioni in modo che la media del triennio 2023 – 2025 superi del 30% quella del triennio 2019-2021.
Il sommerso si combatte con il presidio
In materia di salute e sicurezza sul lavoro, proseguirà l’impegno dell’INL ad intensificare gli accertamenti ispettivi, anche attraverso una programmazione della vigilanza basata sull’operatività di teams specialistici, individuata sulla base dei settori produttivi ed economici presenti su ciascun territorio regionale e rivolta
prevalentemente agli ambiti nei quali si registra una maggiore percentuale di infortuni sul lavoro.
L’obiettivo è assicurare, attraverso il rispetto delle misure previste dal TU n. 81/2008, un ambiente di lavoro sicuro, migliorando la prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali con un approccio «Visione Zero» rispetto alla mortalità connessa al lavoro, in linea con il Quadro Strategico UE 2021-2027 della Commissione Europea.
Sempre in linea con il Quadro Strategico UE 2021-2027 e con il Piano integrato per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro adottato con D.M. n. 195/2024 dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, nel corso dell’anno 2025, nell’ambito dell’attività di prevenzione e promozione affidata all’INL dall’art. 8 del d.lgs. n.
124/2004, verranno incrementate le iniziative volte ad accrescere ed approfondire le conoscenze in materia di salute e sicurezza sul lavoro e ad aumentare la consapevolezza dei rischi connessi agli infortuni e alle lesioni sul lavoro nonché alle malattie professionali.
Analoghe iniziative verranno attivate sul valore e sui vantaggi del lavoro regolare, in contrapposizione al disvalore sociale prodotto dal lavoro irregolare, coerentemente con le azioni previste dal PNS nell’ambito della campagna informativa di contrasto al lavoro sommerso.
L’attività di prevenzione e promozione affidata all’INL dall’art. 8 del d.lgs. n. 124/2004 avrà come destinatari i datori di lavoro e ogni altro soggetto che opera nel mercato del lavoro, dalle parti sociali alle associazioni di categoria, ai professionisti/ordini professionali e agli alunni delle scuole in qualità di futuri operatori del
mercato del lavoro, al fine di creare una maggiore attenzione sul piano della prevenzione e della consapevolezza ancora prima che su quello della repressione.
Nel documento di programmazione vigilanza 2025, INL opera una distinzione degli ambiti di programmazione dell’attività di vigilanza in termini di tipologia degli accertamenti – lavoristica, previdenziale, assicurativa e di carattere tecnico – analizzando, per ognuna, i fenomeni cui prestare particolare attenzione tenuto conto sia degli impegni presi con la rinnovata Convenzione triennale 2025-2027 tra il Ministero del lavoro e politiche sociali e l’Ispettorato nazionale del lavoro, che delle ultime novità normative.
Sul piano metodologico, la programmazione sarà frutto di una attenta attività di intelligence che terrà conto di indicatori basati sulle informazioni dirette e indirette, con un approccio multi-agenzia, attraverso la creazione di reti interistituzionali di cooperazione tra le Autorità interessate, anche per lo svolgimento
dell’attività ispettiva.
Redazione redigo.info

