Il Decreto Legge n. 55, correttivo delle modalità di calcolo dell’acconto IRPEF 2025, è ora la Legge n. 86, che fa venir meno la stortura del mancato adeguamento fra dispositivi: l’art. 1, comma 4, del D. Lgs. n. 216/2023 non era stato adeguato ai nuovi scaglioni. Prevedeva ancora che, nella determinazione degli acconti dovuti ai fini dell’IRPEF per i periodi d’imposta 2024/2025, dovesse essere assunta, come imposta del periodo precedente, quella che si sarebbe determinata non applicando le disposizioni dei commi 1 e 2; quindi, per determinare gli acconti per il 2025 si sarebbe dovuta considerare la disciplina del 2023 (non più vigente).
L’art. 1 del citato DL 55/2025 (L. n. 86) ha modificato il comma, eliminando il riferimento al 2025 e mantenendo l’applicazione della disposizione solo per il 2024.
In definitiva, ora la norma stabilisce che nella determinazione degli acconti dovuti ai fini IRPEF per il periodo d’imposta 2024 si assuma, come imposta del periodo precedente, quella che si sarebbe determinata non applicando le disposizioni dei commi 1 e 2.
Per l’anno 2025 trovano perciò applicazione le regole ordinarie di determinazione degli acconti.
Aggiungiamo che le rinnovate istruzioni confermano che l’acconto segue le consuete modalità di calcolo potendo adottare, alternativamente:
- metodo storico (in tale ipotesi, si procede al ricalcolo solo nei casi espressamente previsti);
- metodo previsionale.
Redazione redigo.info

