L’11 luglio 2025 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 159 il decreto del 27 giugno 2025 del Ministero dell’Economia e delle Finanze, adottato di concerto con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Il provvedimento fornisce importanti chiarimenti in merito alla corretta applicazione del cosiddetto “fattore di correzione” previsto dal decreto interministeriale del 25 giugno 2024, con riferimento specifico ai soggetti appartenenti a un gruppo interno. Il nuovo provvedimento si inserisce nell’ambito della riforma fiscale 2025. L’obiettivo principale del nuovo decreto è evitare incertezze interpretative nella determinazione della maggiorazione del costo del lavoro ammesso in deduzione, prevista per incentivare l’occupazione stabile attraverso nuove assunzioni a tempo indeterminato.
Il nuovo testo sostituisce integralmente il comma 8 dell’articolo 5 del decreto del 25 giugno 2024, introducendo un meccanismo di calcolo rivisto. In base alla nuova formulazione, ciascun soggetto appartenente a un gruppo interno, per determinare la maggiorazione spettante ai sensi dell’art. 4, deve procedere a una riduzione del costo da assumere ai fini della maggiorazione (come previsto dal comma 1), applicando un fattore correttivo.
Questo fattore si calcola moltiplicando:
- il minore importo del costo del lavoro riferibile ai nuovi assunti a tempo indeterminato;
- l’incremento del costo complessivo del personale dell’impresa;
- il rapporto tra la somma degli eventuali decrementi occupazionali complessivi e quella degli incrementi occupazionali complessivi, riferibili all’intero gruppo interno.
Il criterio, dunque, mira a bilanciare l’effettiva crescita occupazionale netta a livello di gruppo, impedendo che la deduzione sia riconosciuta anche in presenza di una compensazione interna tra aumenti e riduzioni di personale tra le società del gruppo. In questo modo si salvaguarda la finalità occupazionale della misura e si evita un utilizzo distorto dell’incentivo.
Il chiarimento normativo rappresenta quindi un passaggio fondamentale per garantire uniformità applicativa e corretta fruizione del beneficio fiscale da parte dei gruppi societari.
Redazione redigo.info

