L’ultimo rapporto Istat conferma un tasso di occupazione per le donne inferiore a quello degli uomini, con un evidente divario salariale e digitale, mentre i Neet rappresentano circa il 23% dei giovani tra i 15 e i 29 anni, rimanendo uno dei gruppi più a rischio di esclusione sociale ed economica.
Intanto, la crescente digitalizzazione delle imprese impone nuove competenze che non sempre trovano corrispondenza nell’offerta formativa tradizionale. È qui che intervengono i programmi “Onlife” e “Futura”, concepiti per:
– potenziare le skill digitali avanzate;
– garantire migliori condizioni di inserimento nel mondo del lavoro;
– facilitare l’accesso a posti di lavoro qualificati e stimolanti.
I due bandi per mitigare il divario, che è digitale e salariale
Con i due programmi, il Fondo per la Repubblica Digitale vuole offrire un’opportunità concreta per colmare il divario digitale e aumentare le opportunità di occupazione per donne e Neet, stanziando 35 milioni di euro, così suddivisi:
- bando Onlife+, dedicato ai Neet (15-34 anni), si rivolge a soggetti pubblici, privati senza scopo di lucro ed enti del Terzo Settore, in partnership anche con soggetti for profit. Il bando mette a disposizione 20 milioni di euro e mira ad accrescere le competenze digitali dei giovani che non studiano, non si formano e non lavorano al fine di garantire migliori opportunità e condizioni di inserimento e permanenza nel mondo del lavoro;
- bando Futura+, dedicato alle donne (18-67 anni), si rivolge a soggetti pubblici, privati senza scopo di lucro ed enti del Terzo Settore, in partnership con soggetti for profit. Prevede 15 milioni di euro e mira a selezionare progetti di formazione validi e innovativi per accrescere le competenze digitali delle donne, occupate e non, al fine di garantire migliori opportunità e condizioni di inserimento nel mondo del lavoro.
In entrambi i casi l’obiettivo è riqualificarsi e accedere a settori in crescita, come: ICT, Cybersecurity, Intelligenza artificiale. L’acquisizione di competenze digitali avanzate avviene attraverso:
– percorsi formativi innovativi;
– workshop pratici;
– stage in aziende tecnologiche.
I partecipanti avranno accesso a percorsi personalizzati, tutoraggio e supporto alla ricerca di lavoro, aumentando in tal modo le probabilità di un inserimento stabile nel mondo professionale.
L’ingente investimento (in totale, 35 milioni di euro) rappresenta un passo significativo per promuovere l’inclusione digitale e lavorativa di fasce vulnerabili in un contesto dove la trasformazione tecnologica evolve molto rapidamente. Iniziative, queste, che hanno l’obiettivo di costruire un mercato del lavoro più equo e sostenibile, capace di valorizzare il talento di ognuno.
I progetti possono essere presentati sulla piattaforma Re@dy fino al 18 dicembre 2025.
Redazione redigo.info

