Con la circolare n. 16 dell’8 ottobre 2025, la Direzione Generale degli Ammortizzatori sociali ha aggiornato le procedure per concedere la mobilità in deroga ai lavoratori provenienti da aree di crisi industriale complessa. Il documento definisce in modo chiaro i requisiti soggettivi, le tempistiche e le modalità con cui le Regioni devono istruire le istanze.
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali chiarisce che il trattamento spetta solo a due categorie di lavoratori:
- coloro che hanno lavorato in azienda con unità produttive situate in aree di crisi industriale complessa;
- coloro che, al 1° gennaio 2017, risultavano beneficiari di mobilità ordinaria o in deroga, anche se avevano già usufruito di proroghe precedenti.
Restano invece esclusi i lavoratori che avevano concluso il trattamento entro il 31 dicembre 2016, salvo casi particolari previsti dalla legge (art. 142, L. 205/2017).
Le Regioni possono concedere la proroga della mobilità per un massimo di 12 mesi, a condizione che il trattamento prosegua senza interruzioni rispetto al periodo precedente e che i beneficiari partecipino a percorsi di politica attiva del lavoro.
Per ottenere l’autorizzazione, la Regione deve concludere l’istruttoria delle singole domande e inviare al Ministero la documentazione completa, che include:
- il fabbisogno finanziario complessivo e individuale;
- l’elenco nominativo dei lavoratori con relativi dati anagrafici e aziendali;
- la conferma dell’informativa privacy firmata da ciascun beneficiario;
- il Piano di politiche attive regionali;
- una relazione sugli interventi di riqualificazione previsti.
La Direzione Generale degli Ammortizzatori sociali, insieme all’INPS, controlla ogni anno l’ammontare delle risorse autorizzate, così da mantenere aggiornato il quadro complessivo dei fondi disponibili per le Regioni, inclusi i residui delle annualità precedenti.
Infine, la Direzione monitora il numero dei lavoratori che beneficiano della misura e trasmette questi dati alla Direzione Generale delle politiche attive del lavoro, dei servizi per il lavoro e degli incentivi all’occupazione, per consentire una valutazione dell’impatto complessivo dell’intervento.
Redazione redigo.info

