Cambiano le regole per la distribuzione dei fondi destinati al potenziamento dei Centri per l’impiego (CPI) e alle politiche attive del lavoro. Con il decreto del 17 settembre 2025, il Ministero introduce un nuovo criterio di ripartizione delle risorse per il personale dei CPI, volto a rendere più efficiente e premiante la gestione dei fondi pubblici.
Il decreto modifica il precedente sistema, che si basava unicamente sul numero di assunzioni di operatori dei centri per l’impiego – fissato come obiettivo di riferimento a 11.600 unità. D’ora in avanti, il 20% delle risorse sarà assegnato alle regioni in base all’effettivo stato di avanzamento della spesa, ovvero alla capacità di utilizzare concretamente i fondi ricevuti.
L’80% dello stanziamento resterà invece distribuito secondo i criteri già stabiliti dal Piano straordinario di potenziamento dei CPI, varato nel 2019. Il nuovo meccanismo intende quindi favorire la performance gestionale, più che la mera quantità si assunzioni, promuovendo una programmazione più flessibile e vicina alle esigenze dei territori.
Nuove regole sui fondi
La decisione arriva dopo anni di confronto con le Regioni e tiene conto della “multiformità” del rafforzamento territoriale, che ha portato a profili professionali e contrattuali diversi da area ad area. Con questa misura, il Ministero mira a superare la rigidità del modello precedente, riconoscendo le diverse modalità con cui le regioni hanno sviluppato i propri Centri per l’Impiego.
Il provvedimento sostituisce gli allegati D ed E del precedente DM 74/2019, aggiornati nel 2020, ridefinendo le quote e i tetti di spesa regionali. Restano esclusi dai trasferimenti, come previsto dalle norme vigenti, le Province autonome di Trento e Bolzano, le cui quote saranno riacquisite al bilancio dello Stato.
La misura si inserisce nel quadro normativo del Piano straordinario di potenziamento dei Centri per l’impiego, avviato nel 2019 in attuazione del decreto-legge n. 4/2019. Negli ultimi anni il Piano ha consentito alle Regioni di rafforzare gli organici, migliorare i servizi di orientamento e potenziare la rete territoriale di sostegno all’occupazione.
Con il nuovo sistema di riparto, il Ministero punta a responsabilizzare maggiormente le Regioni nella gestione delle risorse e ad accelerare la piena operatività dei Centri per l’Impiego, considerati un pilastro delle politiche attive del lavoro e della transizione occupazionale.
Redazione redigo.info

