E’ stato firmato in data 15 marzo 2022 da Federbeton e Feneal – Uil, Filca – Cisl e Fillea – Cgil il Verbale di Accordo per il rinnovo del CCNL 29 maggio 2019 per i dipendenti dalle Aziende esercenti la produzione del cemento, della calce e suoi derivati, del gesso e relativi manufatti, delle malte e dei materiali per le costruzioni, nonchè la produzione promiscua di cemento, calce, gesso e malte.
I progetti bilaterali d’intesa
Le Parti sociali hanno istituito il ‘Gruppo di lavoro sulla bilateralità’, che dovrà presentare entro il 31 gennaio 2023 un progetto riguardante la costituzione di un Organismo bilaterale nel settore dell’industria del cemento e dei materiali da costruzione, denominato Comitato Bilaterale dei Materiali da Costruzione (CBMC). Il gruppo di lavoro sarà formato da sei rappresentanti di Federbeton e sei delle Organizzazioni sindacali; il progetto dovrà partire entro novanta giorni dalla stipula del CCNL.
Il progetto elaborato dovrà contenere tutti i presupposti contrattuali, costitutivi, organizzativi e funzionali dell’organismo bilaterale, volgendo la massima attenzione al mercato del lavoro, alla formazione professionale e all’occupabilità nel settore, alla sicurezza sul lavoro e alla prevenzione degli infortuni.
Verrà prestata massima attenzione alla situazione economico-sociale dei settori anche in riferimento alle conseguenze scaturite dall’emergenza sanitaria e pandemia Covid-19: la ripartenza dell’Italia sarà determinata dal rilancio dell’edilizia, della messa in opera di infrastrutture moderne sicure ed efficienti, dalla riqualificazione del patrimonio pubblico e privato: di conseguenza saranno disponibili nuove opportunità di occupazione per tutti i settori cui si applica il CCNL Cemento.
La transizione ecologica dell’economia
Il programma dei lavori del CBMC, previsto nel Rinnovo del CCNL Cemento, sarà in linea con quanto predisposto in precedenza con il Comitato Paritetico Nazionale: prevedrà l’inserimento dei settori ai quali si applica il CCNL Commercio tra quelli destinatari delle risorse nazionali ed europee finalizzate alla transizione ecologica dell’economia, attraverso misure di semplificazione normativa e finanziamenti adeguati.
Le finalità della transizione sosterrano l’attuale forza lavoro anche con adeguate attività formative verso il green job, con l’obiettivo di creare nuovi posti lavoro nell’ambito dei processi di decarbonizzazione, grazie anche all’utilizzo di combustibili non convenzionali e al risparmio energetico. Importante anche la verifica dell’applicazione di quanto previsto dall’Accordo Europeo Multisettoriale sottoscritto il 25 aprile 2006, ovvero la protezione dei lavoratori che manipolano la silice cristallina e i prodotti che la contengono.
Saranno introdotte anche aree di attività per il monitoraggio dell’evoluzione tecnologica (Impresa 4.0) del settore e conseguente riconversione, formazione, riqualificazione e occupazione; previsti massimo interesse e organizzazione per le attività di tirocinio formativo e alternanza scuola lavoro e per lo sviluppo sostenibile.
In applicazione del CCNL Cemento le aziende, ferme restando le rispettive autonomie di iniziativa, dovranno investire nei processi di transizione energetica e nelle attività di ricerca e formazione dei lavoratori, al fine di raggiungere obiettivi di riduzione delle emissioni imposti a livello internazionale e di tutelare l’occupazione e il sistema industriale italiano.
Il gruppo di studio paritetico
Le parti concordano l’impegno a valutare e proporre azioni volte a garantire pari opportunità del settore: punto di partenza è un’analisi qualitativa e quantitativa dei livelli di inquadramento, delle retribuzioni e dei percorsi di crescita professionale del personale in servizio. Entro quattro mesi dalla stipula del CCNL Cemento verrà attivato un ‘Gruppo di studio paritetico‘, che promuoverà lo sviluppo della cultura dell’inclusione e della valorizzazione delle diversità, e contrasterà le molestie e la violenza sui luoghi di lavoro.
Rinnovo del CCNL Cemento: la revisione del sistema di classificazione del personale
Per una migliore semplificazione di analisi dei vari profili professionali e corrispondenza con il livello retributivo degli stessi, gli stabilimenti produttivi del settore cemento sono stati classificati in:
- stabilimenti di produzione di cemento a ciclo completo di particolare complessità, caratterizzati da potenzialità produttiva nominale installata maggiore di un milione di tonnellate di cemento su base annua;
- stabilimenti di produzione di cemento a ciclo completo, definito tradizionale;
- centri di macinazione.
La declaratoria determina per ciascuna area le caratteristiche e i requisiti indispensabili per l’inquadramento delle mansioni: è uno strumento idoneo a cogliere il valore professionale del lavoro svolto, consente un ampliamento delle ipotesi di mobilità, accorpamento e arricchimento delle mansioni e realizza la certezza dell’inquadramento per le figure professionali. Il ‘Gruppo di lavoro sull’inquadramento‘, formato da tre rappresentanti di Federbeton e da tre rappresentanti delle Organizzazioni sindacali svolgerà un’analisi in sede tecnica dell’inquadramento professionale dei settori, realizzando una ricognizione che consideri anche i cambiamenti organizzativi e tecnologici impattati sull’organizzazione del lavoro.
Il Rinnovo del CCNL Cemento prevede anche gli incrementi dei minimi tabellari relativi alle aree professionali, che decorreranno rispettivamente dall’ 1/10/2022, dall’ 1/12/2023 e dall’1/12/2024.

