L’Istituto Nazionale Tributaristi (INT) e Confassociazioni hanno inviato, su richiesta delle Commissioni Bilancio di Camera e Senato, una memoria sulla Manovra 2023 firmata da Riccardo Alemanno (Presidente INT e Vice Presidente vicario di Confassociazioni), Giuseppe Zambon (Vice Presidente INT e Segretario Generale dell’Osservatorio sulla fiscalità di Confassociazioni) e Salvatore Cuomo (Consigliere nazionale aggiunto e membro della Commissione fiscalità dell’INT).
Pur nella condivisione di massima sugli interventi per i contrasto del “caro energia”, gli autori del documento manifestano perplessità circa la riduzione dello sconto delle accise sul costo dei carburanti, passato da 30,5 centesimi a 18,3 centesimi/litro, con conseguente aumento dei costi in capo a cittadini e attività produttive. Si rende, in simile contesto, necessario un intervento strutturale di riduzione delle accise, recuperando risorse da una concreta ottimizzazione della spesa pubblica.
Sul taglio del cuneo fiscale, punto programmatico di certo rilievo del Governo Meloni, apprezzato dai più, gli autorevoli esponenti INT e Confassociazioni lo giudicano ridotto rispetto alla necessità di maggior liquidità che occorre alle famiglie per affrontare il caro-vita, che va ben oltre il caro-energia.
Ora le cartelle di pagamento. Somme iscritte a ruolo: occorre insistere sul lasso temporale delle rateazioni. che allo stato non sembra poter superare i problemi già evidenziati nei precedenti interventi legislativi.
Concretamente, la memoria sulla Legge di Bilancio per il 2023, chiede modifiche agli articoli:
– 12 (regime forfettario), per una semplificazione operativa a vantaggio degli operatori economici. Viene chiesta la rimozione del tetto di 30 mila euro per redditi da lavoro dipendente e/o pensione per accedervi e l’estensione della c.d. flat tax ai soci di società di persone, di associazioni e società professionali, che non superino gli 85 mila euro di redditi da partecipazione;
– 36 (controlli connessi all’attribuzione e all’operatività delle partite IVA): come i commercialisti, anche i tributaristi esprimono preoccupazione per il coinvolgimento in solido dell’intermediario fiscale che abbia presentato il modulo di richiesta di attribuzione della partita IVA per il suo cliente. E’ una corresponsabilità che pesa 3 mila euro. Cosa non va nella norma? Che debba, l’intermediario che non ha strumenti per svolgere indagini che peraltro non competono al ruolo che esercita, avere addossata una tale responsabilità solidale che lo rende esposto a rischi collegati a comportamenti che gli sono estranei;
– 42 (definizione agevolata controversie tributarie): la criticità riguarda l’ambiguità dei termini utilizzati nel comma 2 di questo articolo. Il legislatore vi richiama il concetto di pendenza del giudizio unito a quello di iscrizione nel primo grado senza separare i due termini con congiunzioni o disgiunzioni. Opportuno sarebbe che la locuzione “pendente iscritto nel primo grado,” fosse sostituita.
Il contributo INT/Confassociazioni chiede, da ultimo, l’esclusione dei professionisti di cui alla Legge n. 4/2013 dalla tutela in caso di malattia o infortunio, proponendo un correttivo alla Legge di Bilancio dello scorso anno e l’invio mensile, da gennaio 2023, dei dati delle spese sanitarie al sistema tessera sanitaria. Altra proposta è, sempre per il 2023, la cadenza semestrale, come per l’anno corrente. L’auspicio? L’introduzione della fatturazione elettronica anche per le spese e i servizi sanitari, che risolverebbe ogni problematica di acquisizione dati da parte AE ai fini della dichiarazione precompilata.
In conclusione, plauso va alla norma (art. 21 del Ddl – Esenzione IMU per gli immobili occupati), che esenta i proprietari di immobili, occupati abusivamente, dal pagamento dell’IMU, cui viene qui riconosciuto il merito di incidere sulla crescita dell’equità e della giustizia sociale.
Sitografia

