Il decreto c.d. “internazionalizzazione” del 2015 ha immesso nell’ordinamento l’interpello sui nuovi investimenti, caratterizzato da un’istanza che consenta ad italiani e stranieri di investire (con aumento, mantenimento nei casi di crisi d’impresa, dei livelli occupazionali) in Italia.
Gli investitori indirizzeranno la domanda alle Entrate per il trattamento fiscale del loro piano di business e delle eventuali operazioni straordinarie di sua realizzazione.
Le ultime modifiche di legge hanno ridotto, con partenza 1° gennaio 2023, la soglia di accesso (pari ora a 15 milioni di euro).
Ora nel merito. L’investimento rilevante può consistere in qualsiasi operazione quando l’investitore, con capitale proprio, promuove la realizzazione in Italia di un’attività economica, che si riflette in maniera puntuale nei bilanci dei soggetti che partecipano all’investimento stesso e sempre che gli effetti postivi in termini di gettito e di ricadute occupazionali si registrino nel territorio dello Stato.
Sono ammissibili le istanze che riguardino gli investimenti:
- che consistono nella acquisizione di target non residenti quando l’investitore, localizzato in Italia, registra gli effetti economici derivanti dal piano di investimento nel proprio bilancio;
- cross border quando, per l’investitore estero, la parte dell’investimento “italiana” abbia un valore almeno pari alla soglia minima di legge (per l’investitore italiano rileva l’ammontare complessivo dell’investimento in quanto si riflette integralmente nel suo bilancio).
Nella circolare n. 7/2023, esplicativa del tema qui trattato, vengono elencati i principali documenti da allegare alla domanda per comprovare la sussistenza dei presupposti per l’ammissibilità dell’interpello.
Interpello sui nuovi investimenti, la semplificazione con le risposte parziali
Nell’ottica di adeguare i tempi di risposta dell’ufficio finanziario alle esigenze dell’investitore, la circolare 7 chiarisce che è possibile procedere alle “risposte parziali” e frazionate, fornendo riscontro ai singoli quesiti in tempi diversi, chiedendo anche (nell’eventualità) documentazione integrativa solo in relazione a uno o più di essi, purché l’istruttoria complessiva si concluda nel termine massimo previsto dalla legge.
Con l’obiettivo centrale di accrescere l’attrattività dello strumento, la circolare precisa che i contribuenti che presentano un interpello sui nuovi investimenti e, in relazione al medesimo business plan, intendono stipulare un accordo preventivo correlato, fruiscono di una “corsia preferenziale” sotto l’aspetto temporale: l’ufficio competente darà priorità alla trattazione di queste ultime richieste, in deroga al criterio cronologico ordinariamente seguito.
Sitografia
www.fiscooggi.it
www.agenziaentrate.gov.it

