“Prendiamo atto positivamente del sempre maggiore utilizzo delle informazioni confluite nelle banche dati delle Agenzie Fiscali (…). Vi sono però diverse casistiche a causa delle quali detti importi non necessariamente possano combaciare. Si pensi agli edicolanti, ai tabaccai, ai pagamenti differiti rispetto all’emissione del documento fiscale, ma non è solo questo il punto.” .
Dati errati e lettere di compliance
Così Salvatore Cuomo, il Consigliere dell’INT, nel comunicato 11 ottobre 2023. Che, voce nel coro, aggiunge: “ Purtroppo dalle segnalazioni giunte da più parti sembra che diverse di queste comunicazioni risultino errate, atteso che le discrepanze segnalate dipendono anche da sommatorie di medesimi totali di incassi da POS. Si apprezza l’azione dell’Amministrazione finanziaria nell’uso dei dati forniti in questo caso dal sistema bancario per la selezione dei soggetti da sottoporre all’attenzione del fisco, un po’ meno quando questi stessi dati non vengono preventivamente verificati dal personale della P.A. prima del loro effettivo utilizzo, costringendo in questo caso i consulenti a svolgere un complesso lavoro di ‘pulizia’ del dato, peraltro di difficile riscontro analitico soprattutto per i soggetti in contabilità semplificata. Tutto ciò in un periodo pregno di scadenze come quello attuale tra invio di CU, 770, dichiarazioni fiscali, assegnazione agevolata, ecc.”.
Non intento polemico ma spirito costruttivo
“Senza alcun intento polemico, comprendendo le difficoltà della gestione dell’ imponente ‘macchina fiscale’, con spirito costruttivo chiediamo una presa d’atto di questa siffatta situazione da parte dell’Agenzia delle Entrate e la revisione dei dati pervenuti dai circuiti bancari, il conseguente annullamento d’ufficio delle comunicazioni interessate e la riemissione delle stesse con gli importi corretti, concedendo un maggior lasso di tempo per l’eventuale adesione al ravvedimento”.
L’auspicio di Cuomo e dell’INT è di un preventivo coinvolgimento delle rappresentanze della professionalità coinvolte, quando l’Amministrazione finanziaria intende promuovere azioni come questa che – se coordinate con chi sul campo dovrà poi espletare i compiti conseguenti – avrebbero migliore risultato, tanto finanziario per le casse dell’Erario, quanto in relazione alla percezione di un Fisco che svolge la sua attività istituzionale di controllo, non vessatorio.
Alessia Lupoi – Direttore responsabile
Sitografia

