Sull'AdI e l'altra misura sostitutiva del RdC (SFL): se non sei disponibile a lavorare non puoi pretendere di essere mantenuto con i soldi di chi lavora ogni giorno
Già, perché quando Giorgia Meloni, nostro Presidente del Consiglio, risponde al Question Time della Camera (24 gennaio 2024) sulle due misure che hanno spazzato via il Reddito di Cittadinanza, si ha come la sensazione che, orgogliosa, voglia togliersi un sassolino dalla scarpa.
Spazio alle critiche, ma riconoscimento della traduzione in pratica delle intenzioni.
Passo indietro: risposta ad interrogazione parlamentare su più fronti; uno dei quali è, appunto, l’avvenuto superamento dell’indigesto RdC attraverso due misure che nel 2024 avrebbero, di quello, lasciato un tiepido ricordo.
Prima misura verso il superamento del Reddito di Cittadinanza: l’AdI
Ebbene, la prima misura scelta per replicare in Parlamento è l’Assegno di Inclusione (AdI), che la Premier ricorda essere nato per garantire tutela ai nuclei familiari che hanno effettiva – effettiva, ndr – necessità di essere sostenuti, le famiglie in difficoltà economica con componenti minori, disabili, over 60 o inseriti in programmi di cura.
Attivo dal primo giorno dell’anno, Meloni dice: “su una platea di 737mila nuclei potenziali, sono già 600mila quelli che hanno presentato domanda”. Prosegue: “E i primi pagamenti per coloro che hanno superato i controlli [che ha sottolineato essere preventivi, a differenza di quelli fatti sul RdC – ndr] partiranno il 26 gennaio e l’importo medio stimato è di 635 euro mese.”.
Cifra che supera l’importo medio erogato con il Reddito di cittadinanza? Sì, lo supera.
Era una promessa, passata da interna al Governo ad esterna in pochi mesi, ottenuta dividendo le platee perché ne beneficiassero coloro che si trovano in condizioni peggiori.
Seconda misura: l’SFL
Destinato a persone occupate di età tra i 18 e i 59 anni in condizione di disagio economico , il Supporto per la Formazione e il Lavoro è finalizzato all’inserimento lavorativo con la partecipazione a progetti di occupazione e accompagnamento al lavoro, progetti per la collettività, servizio civile universale.
E’ attivo dal primo settembre scorso e, al 20 gennaio 2024, sono state presentate 165mila domande. Di esse, “processate e accolte quasi 70mila”.
Qui, Giorgia Meloni precisa che “le persone già assunte con queste misure si aggirano attorno alle 11mila, mentre sono oltre 27 mila coloro che hanno ricevuto i 350 euro mese previsti come rimborso spese per la partecipazione ad una delle iniziative di politica attiva”.
Sfiorano la somma di 178 mila le offerte di lavoro presenti sulla Piattaforma, cui affiancare i progetti ulteriori e le proposte per oltre 513 mila corsi di formazione.
I dati, puntuali quanto necessari al riscontro governativo di un buon lavoro, hanno origine nel Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (MLPS).
Su 249mila potenziali occupabili che percepivano, negli ultimi mesi del 2023, il RdC, sono 55mila i soli ad aver presentato domanda. Stimati in poco più del 22 per cento della platea. Poco più del 22 per cento. Poco più. Allora, immagina Meloni, è possibile che alcuni abbiano trovato lavoro nel privato. Ma è anche possibile che altri non cercassero un’occupazione o preferissero lavorare “in nero”.
L’AdI e l’SFL rendono fiero il Primo ministro
Conclude. “E’ la ragione per la quale sono molto fiera del lavoro fatto, perché se non sei disponibile a lavorare non puoi pretendere di essere mantenuto con i soldi di chi lavora ogni giorno“.
Per intanto
È registrato dalla Corte dei Conti il Decreto interministeriale che disciplina le modalità di utilizzo della Carta di inclusione, lo strumento di pagamento dell’Assegno di Inclusione che verrà erogato da domani, 26 gennaio 2024.
E’ firmato dai Ministri del Lavoro e dell’Economia e dà attuazione all’art. 4, comma 9 del DL 48/2023, convertito con modificazioni dalla Legge 85/2003.
In attesa della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, il Decreto è disponibile per la consultazione.
Alessia Lupoi – Direttore responsabile

