Il Consiglio dei Ministri ha approvato il Documento di economica e finanza (Def) 2024. Nella seduta del 9 aprile 2024, il Governo riunito ha dato l’ok alla proposta del Ministro Giorgetti circa la situazione dell’economia italiana, definendo gli obiettivi di politica economica.
“In considerazione della necessità di attendere la conclusione dell’iter di approvazione delle nuove regole di programmazione economica dell’Unione Europea, che introducono il Piano fiscale-strutturale di medio termine, il Def non riporta il profilo programmatico. La tempistica stabilita nelle norme transitorie prevede che il Piano sia approvato entro il 20 settembre prossimo. A legislazione vigente, gli andamenti sono sostanzialmente in linea con il profilo programmatico della NADEF 2023. Il DEF contiene inoltre il valore delle politiche invariate”, questo quanto contenuto nel comunicato stampa del CdM n. 76.
Il Documento di economia e finanza approvato seguirà il formato europeo, si tratta allora di un documento semplificato. La riforma della governance economica europea, infatti, si baserà, su un nuovo documento: il Piano fiscale-strutturale di medio periodo che indicherà gli obiettivi programmatici di legislatura e che risulta ancora in via di definizione; si prevede venga approvato entro il 20 settembre prossimo.
Nel Def appaiono i seguenti indicatori di finanza pubblica – Quadro tendenziale:
- 2024: Pil 1,0% – Deficit 4,3% – Debito 137,8%;
- 2025: Pil 1,2% – Deficit 3,7% – Debito 138,9%;
- 2026: Pil 1,1% – Deficit 3% – Debito 139,8%;
- 2027: Pil 0,9% – Deficit 2,2% – Debito 139,6%.
Mef e Def, le parole di Giorgetti in conferenza stampa
“Il debito pubblico in risalita previsto dal Def è pesantemente condizionato dai riflessi per cassa del superbonus nei prossimi anni”, ha spiegato il Ministro dell’Economia e delle Finanze. Dopo il 2026 “comincerebbe a scendere”, prosegue.
In tale contesto l’obiettivo politico del Governo, in vista della prossima Legge di bilancio, è “replicare il taglio del cuneo anche nel 2025”.
E sul fronte lavoro? Nel Def continua ad andare bene anche l’occupazione, con la previsione di un tasso di disoccupazione in costante diminuzione.
Sitografia
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