L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato, il 1° ottobre 2025, una guida fiscale dedicata alla cartella di pagamento. Il documento aiuta i contribuenti a comprendere meglio i contenuti della cartella, uno strumento che negli anni ha subito interventi di semplificazione e restyling grafico. La guida fornisce anche chiarimenti sull’avviso di presa in carico relativo agli avvisi di accertamento esecutivi.
L’Agenzia delle entrate-Riscossione (AdeR) si occupa del recupero delle somme che gli Enti creditori – come Agenzia delle Entrate, INPS, Comuni, Regioni, Ordini professionali – le affidano in caso di mancato pagamento da parte del contribuente. La cartella di pagamento rappresenta il principale strumento attraverso cui AdeR informa il contribuente del debito e richiede la regolarizzazione.
La normativa consente a vari Enti, tra cui l’Agenzia delle Entrate (art. 29, DL n. 78/2010), l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (art. 9, DL n. 16/2012), e numerosi Enti territoriali (art. 1, Legge n. 160/2019), di richiedere il pagamento delle somme dovute tramite avvisi di accertamento esecutivi. L’INPS, invece, utilizza gli avvisi di addebito (art. 30, DL n. 78/2010).
Quando il contribuente non paga, l’Ente affida il recupero del credito ad AdeR. In presenza di un avviso di accertamento esecutivo, AdeR invia al contribuente un avviso di presa in carico per comunicare l’inizio della procedura di riscossione. Per gli avvisi di addebito dell’INPS, invece, la legge non prevede l’invio di tale comunicazione: AdeR può procedere direttamente al recupero.
Il contribuente può chiedere ad AdeR la rateizzazione della cartella o dell’avviso, secondo le condizioni stabilite dall’Ente creditore. Dopo aver incassato le somme, AdeR le riversa allo Stato o agli altri Enti. Se il contribuente non regolarizza la posizione nei tempi previsti e non esistono sospensioni in corso, AdeR avvia le procedure cautelari o esecutive per recuperare quanto dovuto.
Redazione redigo.info

