L’Agenzia delle Entrate, con la risposta n. 298 del 27 novembre 2025, conferma che le associazioni che organizzano mostre, fiere ed esposizioni rientranti nella Tabella C del DPR 633/1972 non avranno l’obbligo, a partire dal 1° gennaio 2026, di collegare il POS al registratore telematico.
L’associazione in questione chiedeva se, alla luce delle novità introdotte dalla Legge di bilancio 2025, fosse tenuta a collegare i dispositivi POS a un registratore fiscale per certificare gli incassi dei biglietti degli eventi.
L’ente, con un volume d’affari inferiore ai 50.000 euro, attualmente utilizza titoli di accesso prestampati a tagli fissi, come previsto dall’art. 74 del DPR 633/1972 e dai chiarimenti già forniti in passato dall’Amministrazione finanziaria.
Perché il nuovo obbligo non si applica
La riforma prevista dalla Legge di bilancio punta a integrare memorizzazione dei corrispettivi e pagamenti elettronici, obbligando gli esercenti a un collegamento tecnico tra POS e registratore telematico.
Ma l’Agenzia delle Entrate precisa che il nuovo obbligo non riguarda le attività della Tabella C, tra cui rientrano mostre e fiere. Il motivo è semplice: i dati sui titoli di accesso rilasciati in questi eventi sono già trasmessi alla SIAE, che li rende disponibili all’Agenzia delle Entrate. La normativa del 2015 sulla trasmissione telematica dei corrispettivi, dunque, non si applica a questa attività, già soggette a un diverso flusso informativo istituzionale.
L’Agenzia richiama inoltre l’art. 8 del DPR 544/1999, che permette ai soggetti sotto i 50.000 euro di volume d’affari di continuare a certificare gli incassi tramite ricevute fiscali o scontrini manuali, purché integrati dei dati richiesti dall’art. 74-quater.
Nessun nuovo adempimento
Alla luce delle norme e della prassi richiamate, l’Agenzia conclude che le associazioni che svolgono attività elencate nella Tabella C non sono soggette all’obbligo di collegamento del POS al registratore fiscale, anche dopo l’entrata in vigore delle nuove disposizioni del 2026.
Per le associazioni che organizzano eventi culturali, artistici o, come in questo caso, dedicati al mondo felino, si tratta quindi di una conferma importante: continueranno a utilizzare i canali di certificazione già previsti, senza nuovi oneri tecnologici né costi aggiuntivi.
Redazione redigo.info

