E’ possibile, per la società che dal 2017 al 2020 ha acquistato attrezzature e impianti strumentali beneficiando del credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno e che effettua solo operazioni esenti Iva, con pro-rata di detraibilità pari a zero (con Iva totalmente indetraibile) incrementare la misura del credito aggiungendo ai costi per gli investimenti l’Iva non detratta.
Già in un documento del 2009 l’Agenzia delle Entrate chiariva che “costituisce una componente del costo l’eventuale IVA, relativa alle singole operazioni di acquisto, totalmente indetraibile ai sensi dell’art. 19-bis 1 del DPR 29 settembre 1972, n. 633, ovvero per effetto dell’opzione prevista dall’articolo 36-bis del medesimo DPR n. 633 del 1972. Non rileva, invece, ai fini della determinazione del valore degli investimenti, l’IVA parzialmente indetraibile in misura corrispondente al rapporto tra l’ammontare delle operazioni che conferiscono il diritto alla detrazione ed operazioni esenti ai sensi del predetto articolo 19, comma 5, del DPR n. 633 del 1972”.
Sempre in quel documento, il Fisco chiariva anche che l’Iva parzialmente indetraibile per effetto del pro-rata “non può essere considerata come costo afferente le singole operazioni d’acquisto ma è una massa globale (…) che si qualifica come costo generale”, e che “resta salva, ovviamente, la possibilità di computare nel valore degli investimenti l’IVA totalmente indetraibile derivante dal pro-rata di detraibilità pari a zero”.
Iva indetraibile tra i costi agevolabili
La risposta n. 428 del 23 giugno 2021 non fa che ridelineare il quadro normativo di riferimento, tornando a far rientrare anche l’Iva assolta sui costi agevolabili non detraibile per effetto del pro-rata pari a zero, tra i costi rilevanti per il calcolo della base di commisurazione del credito d’imposta concesso dalla Legge di Stabilità 2016 (commi da 98 a 108) in favore delle imprese che acquistano beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate nelle Regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo.
Sitografia: agenziaentrate.gov.it / fiscooggi.it

